Data Stellare 52619.2: La plancia di una nave
Borg, la
Voyager sullo schermo: «Noi siamo i Borg, arrendetevi, la resistenza è inutile» ascoltato per la prima volta dalla fonte. Janeway risponde alle minacce, consapevole dei mezzi della sua nave, migliorata grazie ai consigli di Sette di Nove. La battaglia infuria: si scambiano colpi di
phaser, il ricognitore
Borg è in difficoltà e Janeway ne approfitta per materializzare un
siluro fotonico fra i droni. Uno di essi tenta di disattivarlo, ma è troppo vicino al nucleo del motore ed esplode riducendo in pezzi la minaccia. Sulla
Voyager c'è sollievo e Janeway pensa di recuperare dai rottami qualche componente ancora funzionante. Raccolti nella stiva i rottami, fra strani aggeggi e tecnologie inservibili c'è anche qualcosa di utile: l'archivio delle rotte di navigazione di tutti i vascelli
Borg del settore. Questa informazione servirebbe a facilitare la
Voyager ad oltrepassare in sicurezza lo spazio
Borg, ma Janeway sceglie il rischio: individuare la nave
Borg meno equipaggiata, magari danneggiata, e rubare il nucleo di
transcurvatura per tornare sulla
Terra più velocemente. Janeway affida a Sette l'analisi dei diari dei suoi genitori, i coniugi Hansen, gli exobiologi che hanno studiato per tre anni i
Borg e alla fine sono stati assimilati. Sette appare nervosa e agitata: sono passati due anni dal suo distacco dal Collettivo, ed ammette di sentirsi turbata, inoltre una voce entra nella sua mente, la blandisce e la intimorisce: è la voce del Collettivo che torna e mina il suo già arduo ambientamento nella nuova collettività, l'equipaggio della
Voyager. Arriva il momento della missione, la squadra si
teletrasporta a bordo della sfera
borg, riesce a portar via il modulo di
transcurvatura, ma al momento di
teletrasportarsi fuori dalla sfera, Sette abbandona la squadra di sbarco e decide di restare fra i
Borg. Scelta consapevole, scelta indotta, o tradimento? Lei, ex drone tornato nel Collettivo, è la merce di scambio per lasciar andare via la
Voyager sana e salva.