Data Stellare 5630.7: L'
Enterprise ha il compito di riportare l'ambasciatore
medusano Kolos sul proprio pianeta d'origine. Lo accompagnano la dottoressa
Miranda Jones, una telepate, e l'ingegnere
Lawrence Marvick. I
medusani hanno la particolarità di rendere pazzo ogni uomo che li veda direttamente e Spock, in una situazione di emergenza, guarda direttamente Kolos senza l'adeguata protezione.
- Il simbolo dell'IDIC indossato da Spock è stato disegnato da Gene Roddenberry e da William Ware Theiss ed è stato poi adottato come simbolo dei Vulcaniani. Robert Justman insiste che l'acronimo significa «Incredible Detail, Incredible Confusion», una frase che rappresenta una delle pietre angolari della sua filosofia.
- Il titolo originale dell'episodio deriva da Jordan di George Herbert, un poeta religioso del XVII secolo:
«Who says that fictions only and false hair become a verse?
Is there in truth no beauty?»
- A [T:13:07] Kirk vuota il bicchiere di brandy e subito dopo [T:13:15] lo posa ancora pieno.
- Alla fine Spock teletrasporta l'ambasciatore e la dottoressa Jones, ma non indossa la visiera durante l'operazione di teletrasporto, come era successo all'inizio dell'episodio. Nella stessa scena, Kirk è rimasto in sala teletrasporto, mentre all'inizio avevano lasciato Spock da solo.
Dr. Jones: I spent four years on Vulcan studying their mental discipline.
McCoy: You poor girl. [T:08:11]
Dr. Jones: Joy can be many things. [T:08:23]
Kirk: Yes, I think that most of us are attracted by beauty and repelled by ugliness. One of the last of our prejudices. [T:10:06]
Kirk: We all are vulnerable, in one way or another. [T:12:55]
Kolos: This thing you call language, though; most remarkable. You depend on it for so very much. But is there any one of you really its master? [T:37:26]
Kolos: But most of all... aloneness. You are so alone. You live out your lives in the shell of flesh, self-contained, separate. How lonely you are; how terribly lonely. [T:37:41]
Dr. Jones: The glory of creation is in its infinite diversity.
Spock: And in the way our differences combine to create meaning and beauty. [T:46:41]