Le prime navi stellari, anche se dotate di un'autonomia di circa 5 anni,
dovevano comunque sostare durante i loro viaggi in varie stazioni per rifornirsi
di cibo e di parti di ricambio. Grazie al replicatore però tutto ciò non è
più necessario; il replicatore, infatti, permette di ricreare qualsiasi
varietà di cibo o di oggetto inanimato con il solo limite del software e della
complessità dell'oggetto richiesto.
Il replicatore di materia a matrice molecolare rappresenta essenzialmente
un'evoluzione della tecnologia del
teletrasporto. Le differenze con il
teletrasporto consistono nel fatto che, mentre quest'ultimo si limita a trasferire oggetti e persone da un punto all'altro, il replicatore
consente di modellare la materia a livello molecolare e di ricreare qualunque
tipo di oggetto o cibo, a partire da materia grezza di base, inerte e facilmente
immagazzinabile.
La matrice spaziale dell'oggetto deve per forza essere già presente nel
database del replicatore, altrimenti bisogna fornire un esempio al sistema.
Da notare che la materia di partenza non deve essere necessariamente dello stesso
tipo richiesto: è compito del replicatore posizionare le particelle in modo da
creare le sostanze richieste.
Esiste una variante, denominata
replicatore industriale,
che permette di produrre oggetti di grosse dimensioni. I replicatori industriali
necessitano, ovviamente, di una grande quantità di energia.
Nel
2371, riallineando la matrice di conversione materia-energia di un replicatore di
Deep Space Nine, degli agenti segreti
klingon riescono a modificarlo in un
teletrasporto con il quale installano un dispositivo di monitoraggio delle comunicazioni nelle vicinanze degli alloggi dei
Romulani.