Al raggiungimento del sessantesimo anno di età ciascun kaeloniano è tenuto alla Risoluzione, una forma di suicidio rituale. I Kaeloniani considerano questo rituale un modo dignitoso di porre fine alla propria esistenza e, allo stesso tempo, rendono la loro una civiltà di giovani, non oppressa dal peso degli anziani. Durante il rituale della Risoluzione si celebra l'ospite d'onore con uno speciale raduno degli amici e dei parenti, nel quale vengono riconosciuti la vita della persona e le sue imprese. Questa pratica perdura dal
XIV secolo e non ammette eccezioni.